Sentinella del Canavese_ Panchina Smart Canavisia

Le smart city nel 2014 erano ancora un vago concetto. Eppure fu in quell’anno che una Canavisia appena nata vide lontano, progettando e sviluppando
le prime panchine intelligenti che trovarono collocazione al ponte passerella e ai Giardini Giusiana, in zona lago San Michele, a Ivrea.
Da allora è cambiato il mondo.
Quei primi modelli con sedute in legno più adatte all’indoor, oggi vengono installate nei centri commerciali, negli aeroporti, nelle stazioni.
Nel contempo la tecnologia, con tutti i limiti dell’infrastruttura di rete non sempre all’altezza della connettività richiesta, è entrata di prepotenza
nella vita di tutti i giorni. E così Canavisia, insistendo su quella prima visione di smart city e perfezionando le intuizioni iniziali,
ha creato tre linee di sedute per l’arredo urbano che a pensarle dieci anni fa sembravano, se non fantascienza, quasi.
Panchine smart alimentate da pannelli fotovoltaici, con le quali ricaricare l’e-bike, il monopattino elettrico, il telefonino, ascoltare musica
o la voce narrante di una guida turistica, raccogliere dati statistici. Panchine in materiale anti vandalo, illuminate
affinché chi permane si senta più sicuro, dotate di pannelli digitali per visualizzare gli orari di autobus, negozi,
uffici pubblici, acquisire informazioni di servizio e promozionali.
Il Salento, con il suo Gal Terre del Primitivo, ne ha volute 50 per 12 Comuni in prossimità di siti strategici
dell’ormai lanciatissima Puglia turistica. Il Comune di Magenta, nel Milanese, ci ha invece arredato l’intera piazza centrale giocando sull’emissione
di fasci colorati rosso magenta e richiedendo un sistema di altoparlanti per diffondere musiche a tema o la voce del sindaco nel caso si
renda necessario diramare avvisi tramite servizio di messaggistica pubblica.
Persino negli Stati Uniti, all’ingresso del parco naturale Haverhill del Massachusetts, presto ci si connetterà stando seduti sulle panchine
Canavisia. E pure a Dubai, dove una multinazionale è interessata a promuoverle negli Emirati Arabi nella versione
bianca («Stiamo aspettando la cassa per farle partire via nave»). E poi nel distretto diffuso del commercio del Basso
Monferrato e delle Colline torinesi, Ascom di Savigliano, Fossano, la zona del Cuneese.

VARIE COMPETENZE A FATTOR COMUNE
Dietro a tutto questo c’è genio, visione, professionalità e competenza. Davide Menghi, 40 anni, originario di Ivrea e residente a Mazzè, di
Canavisia è general manager e responsabile vendite. «Siamo specializzati nel creare applicazioni, prodotti e soluzioni per raccogliere dati da
città, aziende, macchinari.
In Canavisia c’è un’anima informatica, una componente elettronica e una creativa legata al design, siamo in dodici.
Noi progettiamo, Seica ci mette a disposizione un pool di ingeneri e si occupa della fabbricazione, oltre a darci un supporto decisivo per ciò che riguarda i fornitori». Fondata nel 2014 da una decina di aziende del Canavese che avevano deciso di mettere a fattor comune il proprio know how su progetti condivisi, Canavisia è stata acquisita nel 2019 dalla multinazionale dell’elettronica Seica, di Strambino.

La panchina intelligente è stata il primo sviluppo concreto valso all’azienda, a novembre 2020, a Denver, in Colorado, la premiazione agli Smart 50 awards. In quella circostanza a farsi notare fu la smart bench trasportata in elicottero a un’altitudine di 2.635 metri, nel rifugio Casermetta a Courmayeur; una panchina che comunica dati e informazioni a cittadini e turisti riguardanti i sentieri, l’affluenza di persone nelle immediate vicinanze e le condizioni ambientali.

PERCHÉ MONITORARE I DATI
«La panchina è dotata di molti sensori ambientali che mettono a disposizione dati come temperatura, umidità, Co2, quindi consente di monitorare
la qualità dell’aria, ma anche i flussi di persone in un dato luogo. Il che permette, per esempio, di tarare i relativi servizi, fosse anche
il solo svuotamento dei cestini dei rifiuti». Nei due modelli più recenti, parliamo di una panchina in acciaio con seduta in Wpc (Wood plastic
composite: 80% materiale plastico riciclato e 20% legno), pannello fotovoltaico sulla pensilina da 200 W di potenza installata, porta di ricarica
Usb, ricarica wireless con tecnologia QI, illuminazione notturna a Led, hot spot wi-fi. E poi la ricarica per e-bike e monopattini elettrici,
sensori ambientali di inquinamento, sistema audio con bluetooh, gestione intelligente delle funzionalità.
Non solo quindi, continua Menghi, «andiamo a rivoluzionare il modo di arredare gli spazi pubblici, ma gli spazi pubblici diventano “vivi”
integrando tecnologie in grado di raccogliere dati, dare informazioni, migliorare l’ambiente, fornire servizi per il modello di smart city».

MUSICA, IMMAGINI, VOCE, RICARICHE
A tutto questo si somma l’effetto “ludico”, a cui si ha accesso tramite l’applicazione in cui si entra semplicemente collegandosi all’wi-fi della
panchina. Ancora Menghi: «Le panchine sono dotate di casse audio bluetooth e volendo ll Comune ha a disposizione un servizio di messaggistica
audio. Penso a Barile, in Basilicata, dove per alcune grotte meta turistica ci sono state richieste panchine dotate di una voce guida che si attiva
quando viene registrato il passaggio di movimento». Quindi componente voce, ma anche immagini visualizzabili a corredo sul telefono
del visitatore. E per ricaricare, invece? «Essendo dotata di ricarica Usb e wireless mi basta appoggiare il telefono alla panchina, mentre per bici
e monopattini elettrici serve una rete elettrica da 220 volt per integrare la resa del pannello fotovoltaico». Adesso, si sofferma Menghi, ciò
che va per la maggiore è proprio la richiesta della ricarica elettrica da parte delle amministrazioni comunali e del mondo del commercio: «Una
colonnina costa quasi come una nostra panchina, inoltre, chi ricarica la bicicletta, tendenzialmente aspetta, in questo senso la smart bench
è un tipo di arredo urbano che favorisce il transito e la permanenza pedonale. Il beneficio per i negozianti è ovvio
». La transizione verso l’elettrico interessa anche il turismo lento e quello dei cammini, in forte crescita in Canavese, per cui la bici a pedalata
assistita è diventato ormai irrinunciabile mezzo di spostamento.

 

Sentinella del Canavese

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